Electronic Arts ha deciso di chiudere BioWare, lo storico studio responsabile di serie come Mass Effect, Dragon Age, Baldur’s Gate e Star Wars: Knights of the Old Republic.
La decisione mette fine a oltre trent’anni di attività e comporta anche la cancellazione del nuovo capitolo di Mass Effect, annunciato nel 2020 ma rimasto nelle prime fasi di sviluppo.
Secondo quanto riportato dalla stampa statunitense, la ristrutturazione coinvolgerà circa 400 dipendenti di Electronic Arts, una cinquantina dei quali appartenenti a BioWare. L’azienda ha spiegato di voler concentrare le proprie risorse su un numero più ristretto di grandi produzioni.
Una motivazione aziendale abbastanza prevedibile che, però, non rende meno amara la fine di uno degli studi più importanti nella storia dei giochi di ruolo.
Cancellato il nuovo Mass Effect
Il prossimo Mass Effect era stato annunciato con un breve teaser nel 2020. Negli anni successivi BioWare aveva pubblicato alcune immagini e continuato a rassicurare i giocatori sullo sviluppo, senza tuttavia mostrare il gioco in maniera concreta.
Adesso sappiamo perché.
Il progetto si trovava ancora nelle prime fasi ed era affidato a un gruppo relativamente piccolo. Electronic Arts ha scelto di non proseguire, cancellando il gioco insieme allo studio che aveva creato la serie.
Non sappiamo quanto del progetto fosse realmente giocabile o quale direzione avrebbe seguito. Sappiamo soltanto che l’attesa per un nuovo capitolo capace di continuare la storia della saga è terminata nel modo peggiore possibile.
La serie televisiva di Mass Effect destinata a Prime Video risulterebbe invece ancora in produzione, nonostante la chiusura di BioWare e la cancellazione del videogioco.
EA taglia circa 400 posti di lavoro
La chiusura di BioWare fa parte di una ristrutturazione più ampia che dovrebbe comportare circa 400 licenziamenti, equivalenti a quasi il 3% della forza lavoro di Electronic Arts.
Anche Full Circle, lo studio responsabile di skate., verrà ridimensionato. EA intende inoltre sospendere uno dei progetti legati a The Sims per concentrare maggiormente le risorse sulle produzioni considerate più promettenti.
Tra i giochi che continueranno a essere sviluppati troviamo:
- Marvel’s Iron Man;
- il prossimo Star Wars Jedi;
- nuovi progetti legati a Battlefield;
- Apex Legends;
- la serie EA Sports FC;
- un possibile ritorno di Fight Night.
DICE e Respawn collaboreranno inoltre a un progetto non ancora annunciato, che secondo diverse fonti dovrebbe essere Star Wars Battlefront 3. Per il momento, però, EA non ha confermato ufficialmente il titolo.
Da Baldur’s Gate a Mass Effect
BioWare era stata fondata nel 1995 e acquisita da Electronic Arts nel 2007.
Nel corso della sua storia ha contribuito a ridefinire il gioco di ruolo occidentale. Le sue produzioni non venivano ricordate soltanto per il sistema di combattimento o per l’esplorazione, ma soprattutto per i personaggi, le scelte morali e la possibilità di modificare realmente lo sviluppo della storia.
Baldur’s Gate, Neverwinter Nights, Knights of the Old Republic, Dragon Age e Mass Effect hanno accompagnato intere generazioni di giocatori.
BioWare aveva costruito un’identità precisa: mondi complessi, compagni memorabili e decisioni capaci di lasciare conseguenze. Anche quando i suoi giochi non erano perfetti, si riconosceva immediatamente chi li aveva sviluppati.
Negli ultimi anni, però, qualcosa si era progressivamente spezzato.
Gli errori di Anthem e Mass Effect Andromeda
La crisi di BioWare non è certamente iniziata oggi.
Mass Effect: Andromeda arrivò sul mercato nel 2017 tra problemi tecnici, animazioni diventate rapidamente oggetto di critiche e una struttura open world che non riusciva a raggiungere la qualità della trilogia originale.
Due anni dopo arrivò Anthem, probabilmente il progetto che rappresenta meglio la perdita d’identità dello studio. BioWare, conosciuta per i giochi di ruolo narrativi, provò a inseguire il mercato dei live service con un titolo che non riuscì a offrire contenuti sufficienti e una direzione realmente convincente.
Nel 2024 Dragon Age: The Veilguard tentò di rilanciare lo studio. Il gioco ricevette recensioni generalmente positive, ma non fu sufficiente a cambiare il destino di BioWare.
Durante questi anni molti sviluppatori storici hanno lasciato la società, i progetti sono stati ripensati più volte e lo studio è diventato progressivamente più piccolo.
Una chiusura arrivata dopo la vendita di EA
La decisione arriva circa due mesi dopo la conclusione dell’acquisizione di Electronic Arts da parte di un consorzio guidato dal fondo sovrano dell’Arabia Saudita, insieme a Silver Lake e Affinity Partners.
L’operazione ha avuto un valore di circa 55 miliardi di dollari. EA aveva già comunicato agli investitori l’intenzione di ridurre sensibilmente i costi dopo il completamento dell’accordo.
Non possiamo affermare che la vendita sia l’unica causa della chiusura. BioWare attraversava difficoltà da anni e il nuovo Mass Effect procedeva molto lentamente. La vicinanza temporale tra le due operazioni, però, rende impossibile ignorare il nuovo contesto finanziario nel quale sono state prese queste decisioni.
BioWare non è morta soltanto oggi
La parte più triste è che la BioWare conosciuta dai giocatori probabilmente aveva già iniziato a scomparire molto tempo fa.
Prima sono arrivati i cambiamenti di direzione, poi l’inseguimento dei live service, le partenze degli sviluppatori più esperti, i ridimensionamenti e infine la cancellazione dei progetti.
Oggi è rimasto soltanto l’ultimo passaggio: spegnere definitivamente le luci.
BioWare ha certamente commesso degli errori e sarebbe troppo semplice attribuire ogni responsabilità a Electronic Arts. Allo stesso tempo, però, è difficile non chiedersi cosa sarebbe successo se lo studio fosse stato lasciato libero di concentrarsi su ciò che sapeva fare meglio.
Forse non serviva trasformarlo nell’ennesima macchina destinata a inseguire il mercato del momento. Forse sarebbe bastato permettergli di continuare a creare grandi giochi di ruolo narrativi.
La fine di un pezzo di storia
La chiusura di BioWare non è soltanto la cancellazione di un altro studio e il nuovo Mass Effect non è soltanto uno dei tanti progetti interrotti prima dell’uscita.
Con BioWare scompare una realtà che ha contribuito a definire il modo in cui raccontiamo storie e costruiamo relazioni all’interno dei videogiochi.
Electronic Arts continuerà a utilizzare i propri marchi più redditizi e investirà su produzioni considerate più sicure. Dal punto di vista economico sarà probabilmente una decisione perfettamente calcolata.
Dal punto di vista dei giocatori, resta invece la sensazione che l’industria abbia perso un altro pezzo della propria identità.
BioWare ci ha insegnato che ogni scelta può avere delle conseguenze.
Questa volta, purtroppo, la scelta è stata quella di non concederle più nessun futuro.




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