GAME APPROVEDReal Players. Real Reviews.
Magazine Accedi
Oltre lo schermo
Editoriali

Oltre lo schermo

Come il gaming ha influenzato la quotidianità

Pensiamoci un attimo: quante cose della nostra cultura quotidiana sarebbero diverse se i videogiochi non fossero mai esistiti? 
Probabilmente molte più di quanto immaginiamo. Perché il videogioco, nel corso degli anni, non si è limitato soltanto ad intrattenerci davanti ad uno schermo ma anzi, ha iniziato ad influenzare praticamente tutto, dal cinema alla musica, ai fumetti, al linguaggio, all’arte e persino al modo in cui raccontiamo le storie. E la cosa curiosa è che è successo quasi senza chiedere il permesso. 
Oggi basta nominare Pokemon, GTA, Minecraft, The Legend of Zelda o Dark Souls per evocare immagini, personaggi e concetti riconoscibili anche da chi non ha mai impugnato un controller. E questa è forse la prova più evidente di quanto il videogioco sia diventato un riferimento culturale al pari di cinema, musica, fumetti e televisione. 
Prendiamo per esempio Super Mario Bros.: nasce come videogioco e in pochi decenni il suo protagonista diventa uno dei personaggi più riconoscibili della cultura pop mondiale. Mario arriva al cinema, nei cartoni animati, nei giocattoli, nell’abbigliamento, nei gadget, nei parchi a tema e praticamente ovunque ci sia spazio per un paio di baffi e un cappello rosso. A un certo punto non era più necessario sapere cosa fosse una console: bastava riconoscere Mario.
Ma l’influenza dei videogiochi va ben oltre i personaggi. Ha modificato persino il nostro modo di parlare. 
“È il boss finale” 
“Devo fare un level up”
“Questa situazione è game over” 
“Sembra un NPC”
Termini nati davanti ad uno schermo che sono entrati nel linguaggio comune e vengono utilizzati per descrivere lavoro, relazioni, sport e vita quotidiana. Ormai anche una riunione particolarmente difficile può trasformarsi in una boss fight. E purtroppo non esiste il tasto salta cutscene.
Il fenomeno è ancora più evidente nel cinema, nei libri o nelle serie TV. Il linguaggio videoludico ha influenzato regia, montaggio, fotografia e struttura delle storie. Prendiamo Hollywood per esempio: ha iniziato a guardare i videogiochi come ad enormi scenari da trasformare in film e serie. O senza andare oltreoceano pensiamo a Zerocalcare: nato negli anni ‘80, ha vissuto appieno la nascita e lo sviluppo dei videogames tanto da fare largo uso di riferimenti all’interno del proprio universo narrativo e trasformandoli spesso in metafore per raccontare situazioni quotidiane, rapporti personali e difficoltà della vita. Oppure ancora J-Ax, rapper italiano cresciuto negli stessi anni e che ha spesso riportato questi elementi nei testi delle sue canzoni citando per esempio il Commodore 64, il Game Boy o la PlayStation. Tutti esempi di quanto il videogioco sia ormai entrato nel linguaggio degli autori contemporanei, anche quando il videogioco non è affatto il tema principale dell’opera.
Il confine tra i due mondi ormai è diventato talmente sottile che oggi attori, tecnologie, motion capture, musicisti e persino interi immaginari narrativi passano tranquillamente dal cinema al gaming e viceversa. 
E poi c’è l’arte. 
Nel 2012 il Museum of Modern Art di New York ha inserito nella propria collezione videogiochi come Pac-Man, Tetris, The Sims e SimCity 2000. Una scelta che ha contribuito a legittimare il videogioco come forma di espressione e design, non semplicemente come passatempo. Anche lo Smithsonian ha dedicato mostre alla storia e all’evoluzione dei videogiochi. 
Insomma, il videogioco non si è limitato a conquistare il salotto ma anzi, pian piano si è fatto spazio giorno dopo giorno nelle nostre vite, nella nostra cultura e nel nostro tutto. 
E la cosa più curiosa è che probabilmente ce ne siamo accorti soltanto quando abbiamo iniziato a chiamare NPC qualcuno durante una conversazione. 
A quel punto era ormai troppo tardi. 
Il videogioco non si limitava più a stare dentro ad uno schermo. Ormai era parte integrante della nostra quotidianità.

REAZIONI

Che cosa ne pensi?

1 reaction

Accedi per lasciare una reaction.

DISCUSSIONE

Commenti 2

Caricamento commenti…

CONDIVIDI

Ti è piaciuto l'articolo?

CONTINUA A LEGGERE

Potrebbe interessarti