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Firefox 154 è arrivato
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Firefox 154 è arrivato

perché dovremmo sostenerlo al posto di Chrome

Mozilla ha pubblicato Firefox 154 il 18 agosto 2026. Non si tratta di una rivoluzione, ma di un aggiornamento concreto che migliora prestazioni, compatibilità e sicurezza. Soprattutto, ci ricorda perché continuare a utilizzare Firefox sia importante non soltanto per noi, ma per la salute dell’intero Web.

E' il mio browser predefinito. Oggi scegliere Firefox è più una scelta etica che altro ma partiamo dalle novità.
 

Cosa cambia con Firefox 154

La novità più interessante per chi gioca è il supporto ufficiale a NVIDIA GeForce NOW su Windows. È finalmente possibile accedere al servizio di cloud gaming direttamente da Firefox, senza essere costretti a installare Chrome o un altro browser basato su Chromium.

Mozilla ha inoltre velocizzato sensibilmente la ricerca all’interno dei video: spostarsi da un punto all’altro della riproduzione dovrebbe ora risultare più rapido su tutti i sistemi operativi.

Migliorano anche le traduzioni integrate, che adesso identificano la lingua a ogni caricamento della pagina, mentre su Windows è possibile scegliere un’icona alternativa per Firefox direttamente dalle impostazioni. Una piccola aggiunta estetica, ma coerente con la filosofia di un browser che lascia ancora spazio alla personalizzazione.

Firefox 154 corregge inoltre diversi problemi relativi alla barra delle applicazioni di Windows, alla modalità Picture-in-Picture, alle schede verticali a schermo intero e alla stampa dei documenti PDF. Il testo selezionato nei PDF utilizza ora gli stessi colori del sistema operativo, comprese le impostazioni ad alto contrasto.

Sono presenti anche numerose novità dedicate agli sviluppatori, tra cui nuove proprietà CSS per controllare con maggiore precisione l’allineamento verticale del testo, nuovi metodi JavaScript per gli iteratori, un selettore dell’orario più accessibile e il supporto all’header No-Vary-Search, utile per migliorare l’efficienza della cache.

Naturalmente non mancano le correzioni di sicurezza, alcune delle quali riguardano vulnerabilità classificate con impatto elevato. L’aggiornamento è quindi consigliato anche a chi non è interessato alle nuove funzioni.

L’elenco completo è disponibile nelle note ufficiali di Firefox 154.

Ma Firefox è davvero migliore di Chrome?

La risposta più onesta è: dipende.

Chrome rimane un browser veloce, compatibile con praticamente qualsiasi sito e perfettamente integrato nell’ecosistema Google. Chi utilizza quotidianamente Gmail, Drive, Documenti e gli altri servizi dell’azienda difficilmente incontrerà problemi.

Firefox, però, oggi offre prestazioni assolutamente adeguate per la navigazione quotidiana, una buona gestione delle schede, protezioni antitracciamento integrate, una notevole possibilità di personalizzazione e un sistema di estensioni che conserva maggiore libertà per gli strumenti capaci di bloccare pubblicità e contenuti indesiderati.
Continua ad esempio a supportare Manifest V2 che permette l'installazione del, per me, essenziale uBlock Origin.

Non dobbiamo quindi scegliere Firefox fingendo che Chrome sia un cattivo prodotto. Dovremmo sceglierlo perché avere un’alternativa realmente indipendente è fondamentale.

Quasi tutti i browser sono diventati Chrome

Chrome utilizza Chromium e il motore Blink. Lo stesso vale, con interfacce e funzionalità differenti, per Microsoft Edge, Opera, Brave e Vivaldi.

Firefox è diverso perché utilizza Gecko, un motore sviluppato da Mozilla. Safari impiega invece WebKit, ma rimane legato soprattutto all’ecosistema Apple.

Questo significa che cambiare da Chrome a Edge, Brave o Opera non equivale davvero a sostenere un motore alternativo. Cambia il browser, ma le fondamenta tecniche restano sostanzialmente quelle stabilite dal progetto Chromium.

Secondo i dati di StatCounter relativi a luglio 2026, Chrome controlla circa il 68% del mercato mondiale, mentre Firefox si ferma poco sopra il 3%. È una differenza enorme.

Quando un solo motore diventa dominante, gli sviluppatori iniziano inevitabilmente a progettare e verificare i propri siti principalmente su quello. A quel punto può nascere un circolo vizioso: un servizio funziona meglio su Chrome, gli utenti abbandonano le alternative e gli sviluppatori hanno ancora meno interesse a supportarle.

Non è necessario immaginare complotti. È una semplice conseguenza del mercato.

Il browser non dovrebbe dipendere dalla pubblicità

Google sviluppa Chrome, gestisce il motore di ricerca più utilizzato al mondo e possiede uno dei più grandi ecosistemi pubblicitari esistenti. È quindi legittimo domandarsi se gli interessi dell’azienda coincidano sempre con quelli di chi vuole controllare il tracciamento, bloccare la pubblicità più invasiva o limitare la raccolta dei propri dati.

Mozilla non è perfetta e alcune sue decisioni recenti, soprattutto quelle legate all’intelligenza artificiale e alla pubblicità, meritano di essere osservate con attenzione. La differenza è che Firefox continua a mettere a disposizione controlli espliciti: nella nuova progettazione del browser, Mozilla ha promesso impostazioni più chiare e la possibilità di disattivare completamente le funzioni basate sull’IA.

Sostenere Firefox non significa concedere fiducia incondizionata a Mozilla. Significa mantenere in vita un’alternativa e, insieme a essa, la possibilità di scegliere.

Firefox 154 non è perfetto, ma oggi è più importante che mai

Qualche sito potrebbe continuare a funzionare meglio su Chrome e alcune applicazioni aziendali potrebbero richiederlo esplicitamente. Nulla vieta di tenerlo installato come browser secondario per quelle poche eccezioni.

Il punto è quale browser decidiamo di utilizzare ogni giorno.

Firefox 154 è veloce, completo, sicuro e ora supporta persino GeForce NOW. Per la maggior parte delle persone non comporta più vere rinunce. Importare preferiti, password e cronologia richiede pochi minuti e, in caso di problemi, Chrome può comunque rimanere disponibile.

Utilizzare Firefox oggi è una piccola scelta individuale con un significato molto più grande. Vuol dire ricordare alle aziende e agli sviluppatori che Internet non coincide con Chrome, che gli standard non dovrebbero dipendere da un’unica piattaforma e che il browser deve continuare a lavorare per l’utente, non il contrario.

Firefox non ha bisogno di essere perfetto per meritare il nostro sostegno. Ha bisogno di essere abbastanza valido da offrirci una scelta.

E con Firefox 154, quella scelta è diventata ancora più facile e poi, quanto è bello!

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