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WhatsApp su Pidgin
Editoriali

WhatsApp su Pidgin

la mia alternativa da 23 MB alla pesante applicazione ufficiale

WhatsApp è ormai indispensabile, ma la sua applicazione per Windows è diventata sempre più difficile da sopportare. Non tanto per le funzionalità, quanto per il modo in cui utilizza le risorse del PC.

Nel mio caso, lasciare WhatsApp aperto significa vedere oltre 1 GB di memoria occupata e diversi processi legati alla sua interfaccia web che, a intervalli, impegnano anche la CPU. Tutto questo per fare principalmente due cose: scrivere messaggi e scambiare qualche immagine.

Per questo ho deciso di tornare a un programma nato più di vent’anni fa: Pidgin.

Con il plugin purple-gowhatsapp, Pidgin può infatti collegarsi al nostro account WhatsApp come dispositivo associato. Il risultato è un client estremamente semplice, essenziale e soprattutto leggero: sul mio PC occupa circa 23 MB di RAM.

Non è perfetto, ma per l’utilizzo che ne faccio potrebbe essere esattamente ciò che cercavo.

Cos’è Pidgin?

Pidgin è un client di messaggistica gratuito e open source basato sulla libreria libpurple.

La sua caratteristica principale è la possibilità di gestire protocolli e servizi differenti attraverso plugin dedicati. La grafica tradisce inevitabilmente la sua età e non può competere con le applicazioni moderne, ma proprio questa semplicità gli permette di consumare pochissima memoria e di avere un impatto praticamente irrilevante sulla CPU.

Pidgin non carica un’intera applicazione web, non apre numerosi processi Chromium (io utilizzo Thorium compilato specificatamente per sfruttare meglio il processore ma sopratutto per non scartare il vecchio Manifest) e non tenta di diventare una piattaforma social completa. Mostra una lista di contatti, apre le conversazioni e permette di inviare messaggi.
Come accadeva a chi oggi ha i capelli bianchi (o non li ha proprio come me), ed usava ICQ, o Trillian o MSN.

Ed è proprio questo il suo punto di forza.
 

Come aggiungere WhatsApp a Pidgin

Per collegare WhatsApp dobbiamo utilizzare purple-gowhatsapp, un plugin per libpurple basato su whatsmeow, una libreria che implementa il protocollo multidispositivo utilizzato da WhatsApp Web.

Il plugin non è sviluppato né supportato ufficialmente da Meta. Può quindi smettere temporaneamente di funzionare quando WhatsApp modifica il proprio protocollo e, come per qualsiasi client non ufficiale, va utilizzato consapevolmente.

1. Installare Pidgin

Scarichiamo Pidgin per Windows dal sito ufficiale e completiamo normalmente l’installazione.

Nella maggior parte dei sistemi Windows la cartella del programma sarà:

C:\Program Files (x86)\Pidgin

Prima di installare il plugin è consigliabile chiudere completamente Pidgin, controllando che non sia rimasto attivo nell’area di notifica.

2. Scaricare purple-gowhatsapp

Apriamo la pagina delle release di purple-gowhatsapp e scarichiamo la versione più recente compatibile con Windows e con Pidgin 2.

Il progetto pubblica anche build “nightly”, aggiornate più frequentemente per seguire le modifiche introdotte da WhatsApp. È importante scaricare esclusivamente i file dal repository ufficiale, evitando i generici siti che distribuiscono DLL.

Dopo aver estratto il pacchetto, copiamo la DLL e gli eventuali file inclusi nella cartella dei plugin di Pidgin, normalmente:

C:\Program Files (x86)\Pidgin\plugins

Riavviando Pidgin, tra i protocolli disponibili dovrebbe apparire WhatsApp, identificato internamente dal plugin come prpl-hehoe-whatsmeow.

3. Aggiungere l’account WhatsApp

In Pidgin apriamo:

Account → Gestisci account → Aggiungi

Come protocollo scegliamo WhatsApp.

Nel campo del nome utente bisogna inserire il numero completo di prefisso internazionale, senza il simbolo +, seguito da:

@s.whatsapp.net

Per esempio, un numero italiano andrà scritto in questo modo:

393471234567@s.whatsapp.net

Se inseriamo solamente il numero, il plugin potrebbe segnalare che il nome utente non corrisponde all’identificativo del dispositivo principale.

Dopo aver salvato l’account, Pidgin mostrerà un codice QR oppure un codice di collegamento composto da otto caratteri.

Sul telefono apriamo WhatsApp e andiamo in:

Impostazioni → Dispositivi collegati → Collega un dispositivo

A questo punto possiamo scansionare il QR oppure utilizzare il codice mostrato da Pidgin. Il collegamento è simile a quello di WhatsApp Web e può richiedere qualche secondo, soprattutto con molti contatti o gruppi.

Come configurarlo per un utilizzo quotidiano

Il plugin offre parecchie impostazioni avanzate. Quelle che ho trovato più utili sono:

  • invio immediato delle conferme di lettura;
  • aggiornamento del nome del contatto quando arriva un messaggio;
  • download delle immagini in una cartella locale;
  • visualizzazione delle immagini nella conversazione, quando supportata dall’interfaccia;
  • esclusione degli aggiornamenti di stato;
  • esclusione dei canali e delle newsletter;
  • mancata apertura automatica di tutte le chat;
  • download iniziale dei contatti dal dispositivo principale.

Disattivando l’apertura automatica delle conversazioni ed escludendo stati e canali, la lista rimane molto più pulita.

È comunque necessario accettare un limite strutturale: Pidgin ragiona ancora come un vecchio programma di messaggistica. La lista dei contatti non viene ordinata esattamente come la schermata delle chat recenti di WhatsApp e la sincronizzazione della cronologia non è completa come nell’applicazione ufficiale.

I nuovi messaggi possono essere registrati nei log locali di Pidgin, ma non bisogna considerarlo un archivio perfettamente sincronizzato con il telefono.

Messaggi, foto, file ed emoji

Le funzioni fondamentali ci sono.

Il plugin permette di inviare e ricevere messaggi, mostrare le notifiche di scrittura, gestire le reazioni, ricevere diversi tipi di allegati e inviare immagini JPEG. Supporta anche documenti, video MP4 e file audio Opus, sebbene la gestione non sia raffinata come quella dell’app ufficiale.

Le immagini possono essere scaricate automaticamente e, in teoria, visualizzate direttamente nella conversazione. Su Windows, tuttavia, l’anteprima integrata dipende anche dalle capacità della vecchia interfaccia GTK utilizzata da Pidgin.

Nel mio caso le immagini vengono salvate correttamente nella cartella:

%APPDATA%\.purple\whatsapp-media

ma non sempre vengono mostrate direttamente nella chat. A volte Pidgin presenta semplicemente un collegamento al file locale. È poco elegante, ma il contenuto viene comunque ricevuto e può essere aperto dal computer.

AncheAnche le emoji non sono complete come su WhatsApp. È però possibile migliorare parecchio la situazione installando un tema di emoticon moderno, per esempio basato sulle Twemoji, e applicando un tema GTK con colori più vicini a quelli di WhatsApp.

L’interfaccia rimane spartana, ma diventa decisamente più piacevole.

Cosa manca rispetto a WhatsApp ufficiale?

Le limitazioni sono numerose e vanno dichiarate chiaramente.

Pidgin con purple-gowhatsapp non offre:

  • chiamate vocali e video;
  • registrazione diretta dei messaggi vocali;
  • gestione completa di stati, canali e community;
  • formattazione WhatsApp completa nei messaggi inviati;
  • sincronizzazione perfetta dell’intera cronologia;
  • vere bolle grafiche per i messaggi;
  • gestione avanzata di gruppi, sondaggi e contenuti speciali;
  • la stessa affidabilità garantita da un client ufficiale.

Alcuni adesivi potrebbero inoltre richiedere componenti aggiuntivi per il formato WebP, mentre determinati messaggi speciali possono essere ignorati.

Non è quindi una sostituzione completa di WhatsApp. È una soluzione rivolta soprattutto a chi vuole leggere e scrivere messaggi dal PC, inviare qualche fotografia e ricevere file senza tenere aperta la pesante applicazione ufficiale.

Il vero vantaggio: 23 MB contro oltre 1 GB

Ed eccoci al motivo principale per cui ho deciso di provarlo.

Sul mio PC Pidgin, con WhatsApp collegato e attivo, utilizza circa 23 MB di memoria. L’applicazione ufficiale arriva invece a superare 1 GB e può impegnare la CPU anche quando sto svolgendo altre attività.

Naturalmente questi numeri possono variare in base al computer, alla quantità di conversazioni e alla versione installata. Non si tratta quindi di un benchmark scientifico, ma di quanto ho rilevato durante il mio utilizzo quotidiano.

La differenza, però, non sorprende.

Meta ha abbandonato l’applicazione Windows nativa in favore di una versione basata su Edge WebView2: in sostanza, l’interfaccia web di WhatsApp eseguita all’interno di un contenitore. The Verge aveva già evidenziato come questo cambiamento avrebbe aumentato l’utilizzo della memoria rispetto alla precedente applicazione nativa.

Nei test pubblicati da Windows Latest, la nuova versione è arrivata a circa 1,2 GB di RAM durante l’utilizzo normale e fino a 2 GB durante il caricamento delle conversazioni.

È vero che la memoria libera esiste per essere utilizzata. Ma questo non significa che sia sempre ragionevole occupare oltre 1 GB per un programma che deve rimanere aperto tutto il giorno e che, nel mio caso, serve principalmente per inviare testo e fotografie.

Meglio Pidgin o WhatsApp ufficiale?

Dipende dalle necessità.

Se utilizzate frequentemente chiamate, videochiamate, community, stati, messaggi vocali e tutte le funzioni più recenti di WhatsApp, Pidgin non è la soluzione adatta.

Se invece volete solamente rispondere ai messaggi dal computer, inviare fotografie e mantenere un client aperto in sottofondo senza sprecare risorse, Pidgin diventa sorprendentemente interessante.

È vecchio, graficamente limitato e richiede un po’ di configurazione. Ma è immediato, leggerissimo e svolge il compito fondamentale senza trasformare una semplice chat in un altro browser completo.

Personalmente accetto volentieri qualche limite estetico e funzionale. Preferisco un programma da circa 23 MB che mi consente di scrivere e inviare fotografie, piuttosto che un’applicazione da oltre 1 GB che stressa inutilmente memoria e CPU.

A volte l’innovazione non consiste nell’aggiungere nuove funzioni.

A volte significa semplicemente tornare a un software che fa poche cose, ma le fa consumando il minimo indispensabile.

Anche in informatica oggi è tutto TROPPO. Non esiste più ottimizzazione. Non esiste più la gestione delle risorse.
Hai 32/64 gb di ram sfruttala…. Certo. Ma come dico io. Tu impegnati ad ottimizzare la tua applicazione (anzi a scriverla).

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